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    Home»Blog»Bilbao e dintorni: alla scoperta dei Paesi Baschi
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    Bilbao e dintorni: alla scoperta dei Paesi Baschi

    PaoloBy Paolo11 Ottobre 2025Nessun commento8 Mins Read
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    Viaggio nei Paesi Baschi, una terra che profuma di mare e vento, di pietra antica e di avanguardia. Un itinerario che parte da Bilbao, una città che ha saputo reinventarsi, e si snoda tra villaggi, scogliere, arte e sapori autentici. Se vi piace l’idea di un viaggio che unisce cultura, paesaggi e buona cucina, questa regione del nord della Spagna vi sorprenderà ogni giorno di più.

    Come sempre, prima della partenza, vi consiglio di controllare i voli e hotel su eDreams, che permette di trovare ottime tariffe e combinare i pacchetti più convenienti.

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    E, ultimo consiglio per un viaggio perfetto, per muovervi poi in autonomia tra le varie tappe basche, niente di meglio che un’auto a noleggio con Europcar, dove potete risparmiare fino al 15% sul costo del noleggio!

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    Giorno 1 e 2: Bilbao

    Arrivare a Bilbao è stata una versa sorpresa. Dall’aeroporto, piccolo ma moderno ed efficiente, ci si ritrova in una città che sembra scolpita tra il fiume e le colline verdi. La prima cosa che colpisce è la fusione tra l’anima industriale del passato e la nuova vocazione artistica. Il Guggenheim Museum, firmato da Frank Gehry, è il simbolo di questa rinascita: un colosso di titanio e vetro che cambia colore con la luce del giorno.

    Oltre alla sua architettura spettacolare, ospita mostre di rilievo internazionale: tra le esposizioni in corso spiccano Vito Acconci / Sergio Prego: YOU, che mette in dialogo scultura e corpo attraverso installazioni immersive; Barbara Kruger: Another Day. Another Night, con i suoi slogan iconici e collage provocatori sul potere dei media; Sky Hopinka: Fainting Spells, che esplora identità e memoria con video poetici; In situ: Refik Anadol, un’esperienza digitale che trasforma lo spazio museale con l’intelligenza artificiale; e Helen Frankenthaler: Painting Without Rules, retrospettiva sulla maestra dell’astrattismo americano.

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    Dentro, mostre di arte contemporanea e installazioni gigantesche come quelle di Richard Serra, che sembrano piegare lo spazio e i pensieri. Intorno, l’aria è viva di sculture e dettagli architettonici, come il “Puppy” di Jeff Koons o il “Ragno” di Louise Bourgeois.

    Non lontano si trova l’Azkuna Zentroa, un centro culturale straordinario creato da Philippe Starck dentro un ex magazzino vinicolo. Le 43 colonne che sorreggono il cortile interno sono tutte diverse: una piccola lezione di architettura del mondo. Qui potete assistere a mostre d’arte, spettacoli e concerti, o semplicemente fermarvi a bere qualcosa nella caffetteria al piano terra, dove la gente del posto si mescola ai viaggiatori. È uno dei luoghi che meglio raccontano la nuova Bilbao, orgogliosa delle proprie radici ma sempre in movimento.

    In questo periodo ospita mostre che fondono arte, scienza e memoria: My House is Your House di Chiharu Shiota, una rete di fili rossi che avvolge l’atrio e parla di identità e relazioni umane; Visiones Cuánticas, un percorso interattivo che trasforma concetti di fisica quantistica in un’esperienza sensoriale di luci e suoni; e la collettiva Allora & Calzadilla: KLIMA, che esplora i legami tra ecologia e percezione visiva attraverso installazioni sonore e performance. Ogni mostra è un invito a riflettere su come arte e tecnologia possano dialogare con la quotidianità.

    Seguendo la riva del Nervión, si arriva al Ponte Zubizuri di Calatrava, un’elegante struttura sospesa che sembra una vela bianca tesa sul fiume.

    Dall’altra parte vi aspetta il centro moderno, con i viali alberati e gli edifici eleganti di Abando, dove si respira la Bilbao borghese e cosmopolita.

    Poco più avanti, l’atmosfera cambia improvvisamente: le strade diventano strette e brulicanti, le facciate colorate e i bar sempre pieni. Siete nel Casco Viejo, il cuore antico della città. Le “Siete Calles” custodiscono secoli di vita: qui si trova la Cattedrale di Santiago, del XIV secolo, punto di passaggio per i pellegrini del Camino de Santiago, e la Iglesia de San Antón, costruita nel 1422 e raffigurata persino nello stemma cittadino.

    La Chiesa di San Antón
    La cattedrale

    Camminando lungo il fiume si arriva al Teatro Arriaga, un gioiello neobarocco del 1890, ispirato all’Opéra di Parigi.

    Da qui partono i viali più raffinati del centro, dove le boutique convivono con piccole gallerie d’arte e caffè storici. Bilbao è una città che si esplora a piedi, perdendosi tra le sue contraddizioni e le sue rinascite.

    Prima del tramonto, raggiungete il Mercado de la Ribera, affacciato sul fiume. È il mercato coperto più grande d’Europa, e ogni banco è un invito all’assaggio: formaggi locali, jamón iberico, pintxos di gamberi, crocchette di baccalà e bicchieri di txakoli, il vino bianco frizzante dei Paesi Baschi. Sedetevi, ordinate qualche tapas e lasciatevi travolgere dal profumo di mare e spezie.

    Giorno 3: Gernika e San Juan de Gaztelugatxe

    Dopo aver respirato a fondo Bilbao, arriva il momento di uscire dalla città e scoprire il suo entroterra. Con l’auto noleggiata, in meno di un’ora si arriva a Gernika-Lumo, un nome che evoca uno dei momenti più tragici della storia del Novecento.

    Qui, il 26 aprile 1937, la Legione Condor tedesca bombardò la città durante la Guerra Civile Spagnola, distruggendola quasi completamente. L’episodio ispirò Pablo Picasso per il suo celebre quadro “Guernica”, oggi conservato a Madrid.

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    Visitare il Museo della Pace è un’esperienza forte: sale interattive, testimonianze e filmati ripercorrono la distruzione e la ricostruzione, ma soprattutto il valore della memoria.

    A pochi passi, nel cortile del Parlamento Basco, si trova l’Albero di Gernika, simbolo della libertà basca. Qui, sin dal Medioevo, i rappresentanti dei villaggi giuravano fedeltà ai fueros, le antiche leggi di autonomia.

    Da Gernika, la strada si arrampica verso la costa fino a San Juan de Gaztelugatxe, una delle meraviglie naturali più impressionanti di tutta la Spagna. L’isolotto, unito alla terraferma da un ponte di pietra e una scalinata di 241 gradini, è coronato da una piccola cappella dedicata a San Giovanni Battista. Si dice che chi raggiunge la cima e suona la campana tre volte vedrà avverarsi un desiderio. La vista è ipnotica: l’oceano si infrange sulle scogliere e il vento salato scompiglia i capelli. Non stupisce che questo luogo magico sia stato scelto come location per “Game of Thrones”, nella celebre Roccia del Drago. Aspettate il tramonto: la luce che colora di oro e porpora le onde dell’Atlantico è un ricordo che resta inciso nella memoria.

    Giorno 4: San Sebastián

    Il viaggio prosegue verso San Sebastián (Donostia), la perla elegante dei Paesi Baschi, affacciata sulla baia della Concha, una mezzaluna perfetta di sabbia dorata. È una città sofisticata e vivace, dove il mare incontra la cultura. Salendo sul Monte Urgull, tra pini e bastioni antichi, si gode una vista mozzafiato sull’intera baia. In cima, il Castillo de la Mota racconta le origini difensive della città e ospita una statua del Sacro Cuore che domina l’orizzonte.

    Scendendo nel centro storico, il Parte Vieja, ci si perde tra vicoli, chiese e profumi. La Basilica di Santa Maria del Coro è un capolavoro barocco con interni sontuosi, mentre la Cattedrale del Buen Pastor, in stile neogotico, svetta elegante con la sua guglia che sembra toccare il cielo.

    San Sebastián è famosa anche per la gastronomia: qui ogni bar è un microcosmo di sapori, e la cultura dei pintxos è quasi una religione. Provate quelli con foie gras, baccalà o acciughe marinare. E poi, concedetevi la Basque Cheesecake, nata proprio qui: cremosa, caramellata in superficie e assolutamente irresistibile.

    Nel pomeriggio prendete la funicolare del Monte Igueldo, la più antica della Spagna, che conduce a un parco d’altri tempi, con giostre in legno e una ruota panoramica da cui la vista sull’oceano toglie il fiato. San Sebastián è la città dei contrasti: raffinata e popolare, moderna ma nostalgica.

    Giorno 5: il rientro

    Tornando A Bilbao, dedicate le ultime ore al Municipio, un edificio del 1892 che unisce influenze neobarocche e moresche. All’interno, la Sala Arabe sorprende per i mosaici colorati e gli stucchi orientali che ricordano l’Alhambra.

    Poi, prendete la funicolare Artxanda, che sale fino al monte alle spalle della città: in pochi minuti si apre davanti a voi una vista che abbraccia tutto, dal Guggenheim alle colline verdi. È il modo perfetto per salutare Bilbao dall’alto.

    Per tornare in aeroporto, il bus diretto dal centro è economico ed efficiente: parte ogni venti minuti e arriva in poco più di un quarto d’ora.

    Se per questo giorno preferite affidarvi a un’esperienza organizzata, vi consiglio di scegliere un tour di un giorno da Bilbao che tocca San Juan de Gaztelugatxe, Bermeo, Mundaka e Gernika. Un percorso che concentra in una sola giornata il meglio dei Paesi Baschi: il mare, la storia e la spiritualità di una terra che non smette di emozionare.

    Alla prossima! 😉


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    Paolo

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