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    Home»Blog»Weekend a Malaga: la perfetta fuga d’autunno
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    Weekend a Malaga: la perfetta fuga d’autunno

    PaoloBy Paolo10 Ottobre 2025Nessun commento6 Mins Read
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    Ci sono posti che hanno il sole tatuato addosso. Malaga è uno di quelli. Anche a novembre o gennaio, mentre in Italia tiri fuori il piumone e sogni un volo per scappare, lei ti accoglie con 20 gradi, un cielo che non conosce le nuvole, e quell’aria piena di sale, agrumi e fritto di mare che solo l’Andalusia sa regalarti. Malaga è la fuga perfetta fuori stagione, ideale per un weekend, magari lungo, o anche solo come tappa di un viaggio nella spagna Spagna meridionale.

    Come arrivare: voli low cost e transfer furbi

    Malaga è una destinazione ben collegata con l’Italia, specialmente grazie ai tanti voli low cost in partenza da quasi tutti i principali aeroporti italiani. Per trovare le tariffe migliori, vi consiglio di usare eDreams, che permette di confrontare facilmente compagnie, orari e anche di abbinare l’hotel in un unico pacchetto. Spesso si trovano andata e ritorno anche sotto i 50 euro.

    PRENOTA IL TUO VOLO E HOTEL SU EDREAMS

    Per raggiungere l’aeroporto, date come sempre un’occhiata a Flibco: ci sono navette che partono da Bergamo, Venezia, Pisa, Roma e altri scali italiani. Economico, comodo e spesso molto più affidabile di treni e parcheggi costosi.

    RAGGIUNGI GLI AEROPORTI CON FLIBCO

    Una volta atterrati a Malaga, evitate il bus locale: il treno “Cercanías” C1 vi porta dall’aeroporto al centro città in meno di 15 minuti, con un costo intorno ai 2 euro. È diretto, puntuale e comodo. Non serve altro.


    Giorno 1 – Storia moresca, scorci romani e cena da re

    Inizio dal cuore: l’Alcazaba e il Teatro Romano

    Appena arrivati in centro, il mio consiglio è di iniziare subito in salita – letteralmente – con la visita alla Alcazaba, l’antica cittadella fortificata costruita nel XI secolo durante il dominio musulmano. È uno dei complessi moreschi meglio conservati di tutta la Spagna. Passeggiare tra le sue mura, tra archi a ferro di cavallo, cortili con fontane, giardini profumati di aranci e vigneti rampicanti, è come entrare in una cartolina viva. Da qui si domina Malaga dall’alto, con vista sul porto e sulla città bianca.

    Se volete capirla davvero, la Alcazaba va vista con una guida. Le storie di assedi, dinastie arabe, battaglie e leggende che si intrecciano a ogni pietra meritano di essere raccontate. Qui potete prenotare un tour guidato molto ben fatto: Tour Alcazaba + Teatro Romano

    Appena ai piedi dell’Alcazaba troverete anche il Teatro Romano, voluto da Augusto nel I secolo a.C. e riscoperto solo nel 1951. Ancora oggi, in estate, viene usato per spettacoli all’aperto. Fermatevi a contemplare i gradoni, le iscrizioni in latino, i resti della scena e immaginate la Malaga antica come snodo dell’Impero.

    Centro storico e Cattedrale

    Dalla storia antica passiamo al cuore vivace della città moderna. Calle Larios è la via pedonale più famosa: elegante, piena di boutique e artisti di strada. Da qui ci si perde tra le stradine strette, le piazzette assolate, i bar di tapas e le architetture che raccontano secoli di dominazioni arabe, cristiane, borboniche.

    La vera protagonista? La Cattedrale de la Encarnación, uno dei simboli della città. Iniziata nel 1528 e mai completata (le manca una torre, per questo i malagueños la chiamano “la Manquita”, cioè la monchetta), fonde stile gotico, rinascimentale e barocco. L’interno è imponente, con colonne altissime, un coro ligneo che sembra scolpito nel burro e vetrate che colorano la luce in modo mistico.


    Giorno 2 – Musei, arte, porto moderno e tapas sul mare

    Casa Natale di Picasso, Museo Picasso e Carmen Thyssen

    Pablo Picasso è nato a Malaga, e anche se ha vissuto altrove gran parte della sua vita, la città ha saputo rendere omaggio al suo figlio più ribelle e geniale.

    Iniziate la mattinata dalla sua casa natale, in Plaza de la Merced, dove troverete fotografie, lettere, disegni e oggetti della famiglia. Un’introduzione personale e intima al genio.

    Poi spostatevi al Museo Picasso, che ospita oltre 200 opere tra dipinti, ceramiche e schizzi. Le code sono spesso lunghe, soprattutto nei fine settimana, quindi arrivate presto o prenotate in anticipo.

    Nel pomeriggio, merita una visita anche il Museo Carmen Thyssen, meno famoso ma con una collezione preziosa di arte andalusa tra Ottocento e Novecento: paesaggi, scene di vita quotidiana e ritratti pieni di umanità. Perfetto se amate scoprire l’anima più “locale” dell’arte spagnola.

    Attenzione: la domenica dopo le 17 l’ingresso a quasi tutti i musei è gratuito (Picasso, Thyssen, Pompidou…). Una chicca da ricordare se volete ottimizzare i tempi e il budget.

    Porto nuovo e tramonto tra yacht

    Nel tardo pomeriggio vi consiglio di camminare verso il Muelle Uno, il porto moderno completamente riqualificato. Qui troverete negozi di design, locali con vista mare, artisti di strada, palme e un’atmosfera cosmopolita.

    Il vero spettacolo? Il tramonto, ovviamente. Con il sole che cala sull’acqua e riflette sulle vetrate del Centro Pompidou (una succursale del museo parigino, riconoscibile dal cubo di vetro colorato), il cielo si tinge di arancione e viola. Gli yacht ormeggiati brillano nelle luci dorate e l’aria si riempie di musica e profumo di salsedine.

    Se avete tempo, entrate anche al Pompidou: propone mostre di arte contemporanea internazionale con firme come Miró, Frida Kahlo, Giacometti.


    Giorno 3 – Mare, spiagge e pesce fresco

    Malagueta e le spiagge dei malagueños

    Dedicate l’ultimo giorno al relax sul mare. La Playa de la Malagueta è la più famosa e facilmente raggiungibile, con lettini, chiringuito e una lunga passeggiata pedonale. Perfetta se volete restare vicini al centro ma respirare un po’ di brezza marina.

    Ma se vi va di scoprire qualcosa di più autentico, prendete l’autobus o la metro e spostatevi verso est:

    • Playa de la Caleta: elegante, silenziosa, perfetta per una lettura al sole
    • Pedregalejo: un ex villaggio di pescatori oggi pieno di piccoli ristoranti sul lungomare dove mangiare praticamente coi piedi nella sabbia
    • El Palo: più spartana ma genuina, con prezzi bassi e zero turismo

    A pranzo: paella e vino bianco

    Qui, nei chiringuito, si mangia una delle migliori paella della costa. Meglio ancora se ordinate quella ai frutti di mare, con il riso tostato sul fondo e servita nella padella fumante. Accompagnatela con un bicchiere di vino bianco secco andaluso o con una cerveza ghiacciata. E poi lasciatevi andare al suono delle onde.


    Ultimi consigli pratici

    • Muovetevi con i mezzi pubblici: la metro è moderna, pulita ed efficiente. I bus sono numerosi, puntuali ed economici.
    • Prenotate musei e attrazioni in anticipo se viaggiate nel weekend
    • Non perdete il Mercado Central de Atarazanas: un mercato coperto dove assaggiare frutti di mare crudi, jamón ibérico e tapas in piedi
    • Domenica pomeriggio approfittate dei musei gratuiti: è il momento migliore per godersi Picasso o il Thyssen con calma
    • Camminate tanto: Malaga è una città da vivere a piedi, ogni angolo ha una sorpresa

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    Paolo

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